Home > Notizie economiche > Credito alle imprese, torna la stretta

Il perdurare dell’incertezza della ripresa congiunturale, aggravata dagli effetti attesi delle restrizioni fiscali in discussione in tutto il panorama europeo, sta ancora producendo difficoltà sulle condizioni di credito alle imprese.

I volumi di credito erogato sia in Italia (-1,5%) che nell’area euro (-3%)!

Questi andamenti sono il risultato di un incremento della domanda di prestiti avvenuta nel primo trimestre e di condizioni di offerta che sono tornate ad essere lievemente restrittive sia verso le imprese in genere che verso le piccole e medie, come risulta dall’ultima indagine trimestrale sulle condizioni del credito bancario della banca d’Italia.

La domanda di credito sembra essere ancora esclusivamente riconducibile alle esigenze di ristrutturazione del debito, come testimonia la crescita sempre positiva e attorno al 5% degli impieghi a durata superiore ai 5 anni, e alle esigenze di finanziamento del capitale circolante, come conseguenze dell’allungamento dei tempi di pagamento, mentre prosegue il calo della domanda di fondi finalizzati agli investimenti produttivi.

Ma questo a mio parere è normale, come un privato rinegozia il mutuo di 1000€ al mese contratto in 10 anni in un mutuo a 500€ al mese in 20 o 30 anni questo per avere la rata bassa, cosi le imprese se hanno debiti li rifinanziano in periodi superiori. Questo è negativo perchè non ci si focalizza più sugli investimenti per nuovi business od opportunità ma solo per migliorare la propria posizione finanziaria.

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Il credito al settore produttivo è ancora sostenuto dai numerosi interventi messi in atto lo scorso anno e rivolti a sostenere il credito delle imprese di piccole dimensioni, il cui impatto totale è stato stimato dalla Banca d’Italia attorno ai 20 miliardi di euro.

Questi interventi sono importanti, non dobbiamo solo aiutare le grandi aziende perchè l’Italia è piena di professionisti, piccoli imprenditori e piccole medie aziende che sono il motore del nostro paese. Abbiamo già eliminato la classe media degli impiegati che una volta c’era e che permetteva alla nostra economia di girare meglio, ora non facciamo la stessa cosa con le piccole medie imprese!

L’accelerazione delle restrizioni delle politiche fiscali, che tutti i paesi europei stanno adottando, imposta dalla crisi greca e dai suoi effetti di contagio, rende più critica la capacità di ripresa nel breve periodo delle economie europee, e tale criticità sembra riflettersi molto rapidamente anche sui comportamenti delle banche, in questa fase particolarmente delicata caratterizzata da crescita attesa delle sofferenze e necessità di ricapitalizzazione.

Penso che per riprendersi da questa crisi servano delle misure concrete a dare più fiducia alle imprese che oggi sono scoraggiate, far sognare e dare la possibilità di rendere reali i sogni dei giovani!

Se non diamo speranza ai giovani di oggi non avremmo speranze nel nostro futuro, basta guardare l’Italia ai mondiali di calcio senza una strategia sui giovani ora non hanno più giocatori validi su cui puntare, cosi sul mondo economico diamo stimoli di crescita ai giovani per accedere al mondo imprenditoriale e facciamo ripartire questo nostro paese cosi meraviglioso.

Fonte: La Repubblica 12/07/2010 – Affari e Finanza

A presto

Alberto Consoli
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