Vediamo lo schema del Dlgs sul credito al consumo:
I consumatori potranno esercitare il diritto di recesso già previsto per l’acquisto di beni e servizi anche rispetto al contratto di finanziamento stipulato con il venditore.
Gli agenti e i mediatori creditizi dovranno verificare con molta attenzione requisiti e professionalità dei dipendenti che operano a diretto contatto con la clientela.
Quindi si sta pensando al diritto di ripensamento già valido per i contratti di finanziamento delle vendite a distanza (internet, tv, quelle porta a porta per capirci), anche per i contratti sottoscritti in negozi e grandi magazzini.
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Per far valere la nullità del finanziamento stupilato al momento dell’acquisto basterà inviare al massimo entro 14 giorni dalla stipula dell’accordo una comunicazione scritta alla società che eroga il prestito. In questo caso il contratto di credito si intenderà risolto senza alcuna penalità e senza spese per il consumatore.
Lo schema varato ieri che potrebbe comunque subire ulteriori ritocchi prima della presentazione alle camere, introduce altri paletti nel settore del commercio: negozianti e venditori di beni e servizi autorizzati a concludere contratti di credito nella sola forma del dilazionamento del prezzo. In sostanza potranno proporre alla clientela solo finanziamenti a tasso zero e senza l’applicazione di altri oneri e commissioni.
Schema di Provvedimento in vaglio al consiglio dei ministri!
I lavoratori autonomi e le piccole imprese potranno chiedere finanziamenti fino a 25.000€ senza offrire garanzie reali.
Nuove regole per il microcredito.
L’importo dei finanziamenti concessi non dovrà essere superiore ai 25 mila €. Niente obbligo di ipoteca e disco verde a servizi di assistenza e monitoraggio all’iniziativa professionale e imprenditoriale.
Prestiti anche a persone fisiche in particolari condizioni di disagio economico e sociale, ma fino a 10.000€.
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Vigilanza alleggerita per i soggetti che esercitano l’attività di microcredito. Lo prevede uno schema di provvedimento, questa settimana al vaglio del consiglio dei ministri, che riscrive le regole sul credito al consumo.
